Andrea Sacchi, Trionfo della Divina Sapienza

Il Trionfo della Divina Sapienza è un affresco monumentale che adorna il soffitto di una delle sale di Palazzo Barberini e che venne commissionato ad Andrea Sacchi tra il 1629 e il 1633 da Taddeo Barberini. Gli anni in cui venne realizzato l’affresco sono gli stessi anni della Controriforma, dell’Inquisizione e degli Ordini religiosi, nonché quelli in cui Galileo Galilei viene accusato, processato e costretto ad abiurare le sue teorie eliocentriche dal Sant’Uffizio.

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Per la sua realizzazione, Andrea Sacchi (1599-1661) si ispirò al Libro della Sapienza, contenuto nella Bibbia cristiana. La composizione vede al centro la Divina Sapienza raffigurata come una donna seduta in trono tra due leoni, entro una sorta di clipeo dorato luminosissimo: nella mano destra regge uno scettro con l’occhio di Dio con cui illumina il globo terrestre, mentre nella sinistra sorregge lo specchio simbolo della Prudenza. Sul suo seno compare un piccolo sole che, insieme alle api che decorano il trono, compongono i simboli della famiglia Barberini. La donna è attorniata da undici figure femminili corrispondenti alle sue virtù. Da sinistra: la Nobiltà con la corona di Arianna, la Giustizia con la bilancia, la Fortezza con la clava, l’Eternità con il serpente, la Soavità con la lira, la Divinità con il triangolo, la Magnanimità con la spiga di grano. Da destra: la Bellezza con la chioma di Berenice, la Perspicacia con l’aquila, la Purezza con il cigno, la Santità con la croce e l’altare. Inoltre nel registro superiore dell’affresco, in una porzione di cielo ai lati della Sapienza, compaiono anche due arcieri alati: il primo sul leone rampante, a destra, rappresenta l’Amore di Dio, mentre il secondo sulla lepre, a sinistra, simboleggia il Timore di Dio. Osservando l’affresco si noterà come il globo terrestre sembri ruotare attorno al sole, posto di spalle al trono della Sapienza, facendo avanzare l’ipotesi che Andrea Sacchi fosse a conoscenza delle teorie eliocentriche sostenute da Galileo Galilei e Copernico e avesse voluto rappresentarle. Infine sono rappresentate delle stelle poste sugli attributi delle virtù, le quali corrispondono alla congiunzione astrale del cielo nella notte tra il 5 e 6 agosto del 1623, giorno dell’elezione al soglio pontificio di Urbano VIII Barberini.

 

 

Elisa Barbato

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