Gherardo delle Notti

Gherardo delle Notti, nome italianizzato di Gerard van Honthorst, nacque a Utrecht nel 1592 e fu un pittore olandese e il più noto dei Caravaggisti nordici.

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La liberazione di Pietro

Svolse la sua formazione inizialmente presso il padre, un pittore decorativo, per poi diventare allievo di Abraham Bloemaert. Una volta concluso l’apprendistato si recò a Roma, come ormai era consueto per ogni pittore che aspirasse ad una formazione completa, dove studiò i grandi maestri e l’arte antica. Non vi sono notizie certe relative all’anno del suo arrivo, anno da collocare probabilmente attorno al 1610. A Roma, dove fu protetto dal cardinale Scipione Borghese e dal marchese Vincenzo Giustiniani, restano molti suoi dipinti, famoso è la Decollazione del Battista in S. Maria della Scala, in cui la drammaticità caravaggesca è già talvolta da qualche accento accademico. Lavorò sotto tutto il pontificato di Paolo V Borghese; fece ritorno in Olanda nel 1622, dopo la morte del papa.

Il suo stile giovanile può essere apprezzato nel Suonatore di liuto (1614), nel Martirio di S. Giovanni in Santa Maria della Scala a Roma, o nella Liberazione di Pietro del Museo di Berlino.

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Cristo dinanzi al sommo sacerdote

A Roma alloggiò presso il palazzo di Vincenzo Giustiniani, dove dipinse il Cristo dinanzi al sommo sacerdote. Il suo patrono romano aveva un’importante collezione di opere d’arte dipinte da vari artisti come Caravaggio, Bartolomeo Manfredi e i fratelli Carracci, e di cui Honthorst in questo modo poté fare conoscenza. Principalmente fu colpito proprio dalla pittura di Caravaggio, alla quale ispirò gran parte delle opere successive fino ad essere indicato come pittore caravaggista. Si specializzò nella pittura a “lume di notte”, con straordinari effetti di luce artificiale, fatto che gli valse l’epiteto di Gherardo delle Notti. Lavorò inoltre anche per Cosimo II de’ Medici, granduca di Toscana.

Altre sue opere a Roma si hanno in S. Maria in Aquiro, in S. Maria della Vittoria e nella chiesa dei cappuccini in Via Vittorio Veneto. Per la chiesa dei padri cappuccini sopra Albano dipinse nel 1618 un bel quadro d’altare che ancora vi si conserva.

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Il dentista

Più che per quadri d’altare Gherardo era rinomato per le sue composizioni di carattere profano. I suoi gruppi di persone riunite intorno a una tavola a suonare o a banchettare erano assai ricercati. Nel 1620 fece per il granduca di Toscana una Brigata allegra di questo tipo, a luce di candela, e nell’anno seguente la celebre Natività con due angeli.

Tornato in patria, ebbe grandissimo successo soprattutto come ritrattista. Si trasferì a L’Aia e vi lavorò per lo stadtholder Federico Enrico, per la corte d’Inghilterra, per il re di Danimarca e per il grande elettore di Brandeburgo.

Per approfondire…
Enciclopedia Treccani, Gherardo delle Notti

Serena Blasi

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