Come è fatto. L’incisione e le sue tecniche

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Alcuni tipi di bulino

L’incisione si definisce come una tecnica artistica capace di tracciare dei segni su una superficie dura, scavandola, per decorare la stessa o per lo scopo di riproduzione in altra materia (punzoni per matrici di monete e medaglie, sigilli, stampe). Il materiale su cui si esegue l’incisione può essere una parete rocciosa, la pietra, il legno, materiale ceramico, cuoio o metallo. Già presente nella preistoria, venne utilizzata per figurazioni magico-cultuali nell’arte rupestre, per le iscrizioni sulla pietra degli obelischi egizi e si trasmise dall’Impero Romano al Medioevo, epoca nella quale l’arte predominante fu l’oreficeria.
L’incisione avviene con due procedimenti, in quanto essa può essere ad incavo o in rilievo se il segno destinato a ricevere l’inchiostro è incavato oppure risalta in superficie.

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Torchio per xilografie e linoleografie

Nel caso dell’incisione a rilievo si collocano la xilografia e la linoleografia, ovvero tecniche incisorie che danno luogo ad una matrice che, in fase di stampa, viene inchiostrata solo sui rilievi. In questo caso soltanto le parti in rilievo della superficie verranno inchiostrate e risulteranno stampate sul foglio. Nel caso delle incisioni in cavo i solchi della matrice trattengono l’inchiostro che cederà nel momento della stampa. Si avrà un procedimento diretto nel caso in cui i solchi siano incisi direttamente dall’artista sulla lastra con appositi strumenti quali il bulino, niello, maniera nera e puntasecca, mentre nel procedimento indiretto viene utilizzato un acido che intacca il metallo per creare suddetti solchi. L’acquatinta, che rientra in quest’ultima categoria, consiste nell’arricchire una matrice di toni chiaroscuri ed è complementare all’acquaforte, la quale anticamente indicava l’acido nitrico detto anche mordente. La vernice molle o cera molle deriva il suo nome dalla vernice impiegata, diversa da quella dell’acquaforte per l’aggiunta di sego (grasso di equini, ovini ma soprattutto bovini) che rende la vernice fluida e appiccicosa.

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Jacques Callot, La grande caccia, 1619 ca, acquaforte

Nel il procedimento diretto, invece, la maniera nera – conosciuta anche come stampa a fumo o mezzatinta – è una tecnica di incisione ottenuta ricavando le parti chiare su una lastra precedentemente preparata a puntasecca con un pettine o berceau. La puntasecca, infatti, è un’altra tecnica il cui nome inizialmente indicava lo strumento di acciaio: la matrice è incisa direttamente con una punta metallica dura e acuminata che, scalfendo il metallo, crea dei solchi sui bordi del quale rialza dei filamenti metallici (detti barbe) che trattengono l’inchiostro conferendo un segno vellutato alla stampa. Il bulino è un sottile scalpello con punta d’acciaio, utilizzato per particolari incisioni. Infine, il niello, è una lega metallica di colore nero: il metallo inciso viene riempito con questa lega, che include zolfo, rame, argento e spesso piombo, lungo i tratti prodotti dall’incisione a bulino.

 

 

 

Elisa Barbato

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