Nuova veste per il MAN di Manfredonia: dialogo tra le istituzioni per il rilancio della cultura nella Daunia

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Lo scorso giovedì 29 aprile 2021, dopo una serie di importanti lavori di ampliamento, sistemazione e valorizzazione iniziati tra il 2015 e il 2016, vengono restituite alla pubblica fruibilità le sale del Museo Nazionale Archeologico di Manfredonia. Le collezioni potranno nuovamente essere godute dai visitatori soprattutto grazie alla proficua rete di collaborazioni tra Ministero della Cultura, Soprintendenza, Segretariato Regionale e Direzione Generale e Regionale Musei.

L’inaugurazione, tenutasi al Castello svevo di Manfredonia, ha visto sul palco i protagonisti promotori di quest’opera tra cui la dott.ssa Angela Ciancio, direttrice regionale dei Musei di Puglia, la dott.ssa Annalisa Treglia, direttrice del Museo e del Castello e dall’arch. Maria Piccarreta, segretario regionale del MIC per la Puglia e la dott.ssa Pasqua Tirelli, delegata della Commissione straordinaria di Manfredonia.

Il MAN di Manfredonia, sin dagli albori della sua istituzione, è stato considerato come il detentore della cultura materiale dell’antica Daunia. Infatti le civiltà che si sono succedute nel territorio pugliese affondano le loro radici nell’epoca preistorica e protostorica, passando dall’occupazione in età romana e medioevale.

La cultura territoriale è rappresentata in particolare dalle ottantaquattro celebri stele daunie, un unicum straordinario, al quale è stato dedicato un intero deposito a vista, collocato all’interno della Torre della Polveriera.

Il progetto infatti ha riguardato due sezioni: in primo luogo l’edificio è stato adeguato in virtù del superamento delle barriere architettoniche, offrendo una maggiore inclusività e fruibilità della cultura come il Codice dei Beni Culturali si prefigge, in secondo luogo un nuovo assetto ha coinvolto l’illuminazione degli spazi esterni del Castello. Infine l’aggiornamento dell’allestimento, grazie all’ausilio di nuove teche, supporti e pannelli espositivi che presentano una grafica omogenea, mira a mettere in risalto i risultati delle ricerche condotte nel secolo scorso da archeologi di spicco quali Silvio Ferri, Marina Mazzei e Ettore De Iuliis, modificando in maniera significativa il precedente percorso di visita.

L’inaugurazione, avvenuta in piena pandemia e sfruttando le modalità dello streaming e della comunicazione tramite i social e i siti istituzionali, è un faro di ripartenza non solo per la Puglia, ma anche per l’intera cultura italiana con l’augurio che il nuovo museo possa essere un nuovo punto di riferimento educativo per i cittadini, dando un ulteriore rilancio culturale ed economico.

Chiara Vitaloni

Per maggiori informazioni https://musei.puglia.beniculturali.it/

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