Arte in tavola: le ceramiche Herend

Un autentico Patrimonio Culturale Europeo,questo è il riconoscimento ottenuto dal lavoro di questa particolarissima produzione ungherese la cui fabbrica, fondata nel 1826, ha goduto dell’abilità e del gusto di 8 generazioni di artisti in quasi 200 anni.

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Raffinatissima manifattura che si affacciò al mondo in un momento in cui i maggiori marchi europei (per l’Italia ricordiamo quella di Capodimonte) già erano esportati in tutto il mondo e arricchivano le collezioni e le mense dell’alta borghesia e della nobiltà. Ebbe immediatamente un fortissimo riscontro positivo, venne scelta dalla Regina Vittoria in persona che ebbe occasione di ammirarla nell’Esposizione Universale di Londra del 1851; successivamente anche lo Zar Nicola II che commissionò le porcellane per l’Esposizione Internazionale di San Pietroburgo, acquisto questo servizio crecante un tema ancora in produzione, 12 tazze con altrettanti soggetti di frutta differenti, nature morte sempre attuali.
Indicativo di tale successo è evidenziato dal fatto che a soli 25 anni dalla fondazione, già era così tanto rinomata da avere il privilegio di mostrarsi al Crystal Palace in Hyde Park.
La Sovrana inglese optò per una fantasia di fiori e farfalle, la tendenza dell’atelier Herend sono proprio le composizioni floreali e faunistiche, con ricorrenti giochi geometrici ripetuti, utilizzati soprattutto per le porcellane animali sagomate di produzione più moderna e nelle particolarissime e originali “donuts”, inedite nel panorama delle porcellane di prestigio.
Colori caldi, sfumature delicate, tratto deciso ed eleganti leggeri decori sono le cifre distintive dei maestri pittori  e sono le caratteristiche vincenti per questa produzione unica al Mondo, rifilata in oro zecchino quasi a sottolinearne l’assoluto pregio.
Le due Guerre Mondiali danneggiarono fortemente l’industria del lusso e fu problematico per la manifatturiera Herend uscire da queste grandi crisi che avevano ridotto le produzioni ai minimi storici per mancanza di personale, impegnato per la stragrande maggioranza al fronte.
Le vicende che seguirono durante e dopo i periodi bellici resero necessari alcuni cambiamenti politici e produttivi, lo stabilimento si orientò verso la produzione di massa, accessibile anche alla media borghesia e questa fu la scelta vincente in quanto divenne una grandissima risorsa per la ripresa economica ungherese.
Altro avvenimento importante fu non solo la nazionalizzazione facendola diventare patrimonio inalienabile dello stato ungherese, ma anche l’idea modernissima di far diventare i dipendenti co-proprietari della Herend permettendo loro l’acquisto di pacchetti azionari.

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Sissi, il presidente Franklin, Lady D, Vittorio Emanuele, Massimiliano d’Asburgo sono solo alcuni dei nomi illustri le cui casate ancora conservano le splendide ceramiche Herend.
È sicuramente emozionante l’idea di acquistare un servizio di ceramiche con la consapevolezza che la medesima scelta sia stata fatta dalle famiglie reali d’Europa e che gli stessi disegni, farfalle, uccelli e  dettagliati soggetti botanici, siano quelli che hanno affascinato le personalità più eminenti dei precedenti 200 anni.

Arianna Santini

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