Peter Rabbit, la delicatezza degli acquerelli nelle fiabe illustrate in Epoca Vittoriana

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Peter Rabbit anima le storie della buonanotte dal 1902, immortalato nei delicati acquerelli dell’unica persona che poteva vederlo: Beatrix Potter.

A 30 anni Beatrix stampò da sola 250 copie del suo The Tale of Peter Rabbit, poi passato agli editori Warne & Co. che dovettero “subire” le gentili richieste dell’autrice circa il piccolo formato e il colore: sarebbe diventato il primo libro per l’infanzia a misura di bambino.

Peter Rabbit vive con la mamma e le sorelle, ogni eroe ha un nemico da sconfiggere e il nostro  non è da meno, infatti Mr. McGregor, il contadino, vorrebbe far finire Peter, il ladro di carote, come suo padre prima di lui, a saltare in padella. Correndo, finirà in una rete e perderà i vestiti che il contadino userà per  lo spaventapasseri; la madre di Peter, una coniglia di epoca Vittoriana, lo manderà a letto senza cena.

I suoi animali antropomorfi sono lo specchio della società del tempo,le loro avventure sono narrate in 23 deliziosi libri illustrati dall’eccezionale ragazza della Londra Vittoriana che sconfisse i canoni del tempo circa il lavoro delle donne della classe agiata e non pretendeva di avere un intento morale, voleva solo incoraggiare i bambini a coltivare la fantasia e trasmettere loro il rispetto per la natura.

 

Arianna Santini

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