Penna stilografica Parker: storia e modelli

La famosa penna stilografica Parker è stata inventata da un insegnante di telegrafia del Wisconsin, George Safford Parker, che, stanco di sentire le continue lamentele dei suoi studenti, si pose come obiettivo di risolvere il problema della perdita d’inchiostro delle penne che lui stesso vendeva per arrotondare lo stipendio.

Nel 1888 George Safford Parker fondò la Pen Parker Company, che, tre anni dopo, venne stabilita come società di capitali con sede a Janesville. Nel 1889 ottenne il suo primo brevetto per la sua penna innovativa, e, nel 1894, ne ricevette un altro per il suo sistema detto “Lucky Curve” in cui l’inchiostro viene restituito al serbatoio per azione capillare, riducendo la perdita d’inchiostro quando la penna non era in uso. Nel 1891, George Parker si mise in società con l’ assicuratore William F. Palmer.

Le prime penne prodotte dalla società Parker sono in ebanite, una sostanza solida ottenuta vulcanizzando la gomma elastica con alte percentuali di zolfo e aggiungendovi sostanze minerali e organiche. Intorno al 1905 vennero messe in commercio la Snake, con un rivestimento in argento a forma di serpente, e il modello Blank Giank, precursore del Duofold, in risposta alle tante richieste dei consumatori per le penne stilografiche dalle grandi dimensioni. Contemporaneamente, nel 1913, furono fabbricati il caricamento a pulsante di fondo e il caricamento a levetta.

 

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Penna Snake con rivestimento in argento a forma di serpente

Anticipando l’introduzione dei colori della celluloide, che cominciò a produrre dal 1926, nel 1921 la Parker lanciò sul mercato la penna stilografica Duofold, conosciuta con il nome di Big Red, realizzata in ebanite di colore rosso vivo e dal costo elevato.

Nel 1926 vennero fabbricati la Parker DQ (Doufold Quality) e i Pastels, in colori pastello, come alternativa al costoso modello Lady Doufold da donna introdotto nel 1923.

Nel 1932, in seguito alla crisi economica del 1929, vediamo comparire sul mercato una serie di modelli economici, di tipo scolastico, definita dai collezionisti come Thrift Time, o depression pen.

Dopo un anno di ricerche ed esperimenti, assistiamo all’arrivo della Parker Vacumatic, con una clip con montaggio ad anello e una freccia disegnata da Joseph Platt, dotata di un serbatoio trasparente in celluloide per controllare il livello dell’inchiostro. Il cappuccio è con chiusura a vite.

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Penna Parker Vacumatic

Nel 1939, come simbolo di garanzia a vita, la Parker pose un piccolo rombo smaltato in blu, il Blue Diamond, in testa alla clip delle proprie penne.

La vera rivoluzione nel mondo delle penne, avvenne nel 1941 con l’introduzione della Parker 51, realizzata per poter essere utilizzata con il nuovo inchiostro ad essicazione rapida, a pennino coperto. Inoltre, la penna è dotata di un cappuccio metallico con chiusura ad incastro sicura e robusta, grazie ad un anello di mantenimento in metallo ed ad un sistema di frizione interno al cappuccio, che risolveva sia il problema della tenuta del cappuccio che quello delle rotture dei bordi dello stesso.  Il materiale utilizzato è una resina plastica, la lucite, poiché la celluloide tendeva a degradarsi a contatto con il nuovo tipo d’inchiostro.

Nel 1948 la Parker sostituì il vacumatic con il aerometric filler, un nuovo sistema di caricamento che si basa sulla pressione di un sacchetto di gomma da effettuarsi da una apertura laterale sul cilindro metallico che contiene lo stesso a cui si accede svitando il corpo della penna dal pennino.

Nel 1954 entrò in produzione la Parker Jotter, la prima penna a sfera di qualità con una grande ricarica.

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Penna Jotter

Dal 1956 al 1982 circa, venne prodotta la Parker 61, una penna che si riempiva da se attraverso un sistema di caricamento a capillarità. Il materiale utilizzato per la sua realizzazione è lo stesso del modello 51, ovvero corpo e sezione in lucite colorata, e il cappuccio in metallo con chiusura a incastro. Il caricamento avviene svitando il corpo in plastica che protegge il serbatoio, la cui parte finale viene immersa nella boccetta di inchiostro. L’effetto della capillarità farà scorrere l’inchiostro all’interno del serbatoio caricando così la penna senza necessità di compiere un qualunque tipo di azione meccanica.

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Parker 61. Realizzazione in oro massiccio e resina plastica borgogna.

Nel 1960 la Parker crea la prima penna a cartuccia, successivamente chiamata la pistola Colt 45. Il caricamento è molto semplice, si tratta di smontare il fusto della penna, estrarre la cartuccia esaurita, se presente, e sostituirla con una nuova.

Nel 1981 è stata introdotto per la prima volta il modello Parker RB1,precursore del Vector Parker. Era una penna a sfera con un semplice tappo in plastica cilindrica. Tre anni dopo Parker ha creato il nuovo FP1 (Fountain Pen 1).  Bothe RB1 e FP1 sono stati prodotti fino al 1986.

Nel 1986 Parker apporta delle modifiche al modello RB1, chiamandolo “Standard Vector”. Oggi sono disponibili quattro modelli: la penna stilografica, il rollerball a cappello, il pulsante a pulsante e la matita del pulsante.

Nel 1993 la Parker, che è sempre rimasta tra le più importanti fabbriche produttrici di penne, venne acquistata dalla Gillette, che sette anni dopo, la vendette alla società Newell Rubbermaid, la più grande società di strumenti di scrittura che possiede Waterman, Liquid Paper, Rotring e molti altri marchi famosi.

Nel 2011 la fabbrica di Parker a Newhaven, East Sussex, Inghilterra, venne chiusa e la sua produzione trasferita a Saint-Herblain , in Francia.

 

Elda Cleriti

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