CulturaFuoriPorta. Lago di Bolsena

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Il Lago di Bolsena, in provincia di Viterbo, è il lago vulcanico più grande d’Europa e ottima occasione per un percorso tra storia, natura e tradizioni. Qui passano due fra le più importante strade antiche, la Cassia e la Francigena, ad oggi anche itinerari da poter percorrere a piedi. Il bacino è di per se interessante. Nato dal collasso di una caldera vulcanica facente parte della catena dei monti Volsini, ospita due isole, la Martana e la Bisentina. La prima è la minore. Fu luogo di custodia delle spoglie di Santa Cristina e vi fu trucidata la regina gota Amalasunta. Oggi è proprietà privata e quindi non è visitabile. La Bisentina, già occupata da Etruschi e Romani, divenne proprietà dei Farnese nel 1400. Ospita sette cappelle ed una cupola del Vignola e fu tristemente famosa per esser stata luogo di reclusione per gli eretici, la Malta dei Papi, ovvero una struttura ipogea dotata solo di un foro per far passare la luce.

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Sulle sponde ben sette comuni sono legati al complesso lacustre.  Il primo, che da il nome al lago, è Bolsena, a Nord-Est. Fu abitato fin dalla preistoria, come dimostra l’abitato sommerso villanoviano del Gran Carro. Ebbe occupazione etrusca, come dimostrano varie installazioni, tra cui due templi. Qui furono infatti deportati gli abitanti etruschi di Volsinii (Orvieto) dopo la conquista del 264 a.C. A Bolsena fu fondata la colonia romana, Volsinii Novi, di cui è tutt’ora visibile il foro con apprestamenti commerciali e due domus. Per molto tempo fu in atto un dibattito sulla localizzazione del Fanum Voltumnae, il centro politico-religioso dell’Etruria intera e con esso la localizzazione della Volsinii etrusca, Velsna. Ad oggi però la maggior parte degli studiosi è d’accordo sulla sua ubicazione ad Orvieto. Nel Medioevo Bolsena fu governata dai Monaldeschi della Cervara di cui rimane la splendida rocca, che ospita il Museo territoriale del Lago di Bolsena. Importante la Basilica di Santa Cristina, la patrona, che si festeggia il 24 luglio con la rappresentazione del suo martirio attraverso quadri viventi. La chiesa comprende catacombe con la grotta della santa, la Basilica medioevale e la Cappella del Miracolo, seicentesca, dove avvenne il miracolo del Corpus Domini del 1263. Qui sono conservate le lastre che in quell’occasione vennero macchiate di sangue.

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Procedendo sulla Cassia verso Sud è l’altro grande centro lacustre, Montefiascone. Anche qui l’occupazione fu molto antica, visto che vi è consistente traccia del Rinaldoniano, di epoca Eneolitica. Il Medioevo fu il floruit per il centro, quando divenne un punto strategico, come testimonia la Rocca, poi divenuta sede vescovile. Testimonianza più interessante del periodo è sicuramente la chiesa di San Flaviano, di stampo romanico longobardo di XI secolo. In quest’epoca passarono personaggi del calibro del Barbarossa e del vescovo tedesco Defuck, che, conquistato dal vino del luogo, gli diede di nome di “Est!!!Est!!!Est!!!”, secondo l’usanza di giudicare la bontà di un vino con la parola “Est!!!”. Divenne infine centro papale. Proprio in questo periodo venne infatti costruita la splendida Chiesa di Santa Margherita, dedicata alla patrona, con la pregevole cupola seicentesca. Interessante manifestazione è la Fiera del Vino nelle prime due settimane di Agosto.

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Continuando il giro del lago, si incontra il piccolo centro di Marta. Probabilmente nata come etrusca, alcuni credono perfino in una sua origine fenicia, che sarebbe giustificata dal nome dal sapore orientale (deriverebbe da Marath). Il periodo più fiorente è il Medioevo, quando fu territorio di Orsini e Farnese. Simbolica la Torre, forse antecedente al 1200. Quando si parla di Marta, tuttavia non si può non pensare alla Barabbata, che si svolge il 14 maggio in onore della Madonna del Monte a cui è legato il santuario omonimo. Si tratta di una processione in cui sfilano carri con le primizie del lago e della terra, chiaramente eredità delle feste pagane legate alla stagione in cui la natura si risvegliava e contadini e pescatori potevano iniziare le loro attività. Capodimonte è il paese successivo che si incontra proseguendo sulla Cassia. Nel suo territorio è uno dei centri archeologici più importanti villanoviani di tutta la zona. Fu abitato dall’età del Bronzo, ma fiorì nel Primo Ferro; in epoca etrusca arrivò a lottare contro Bolsena per il primato del lago. Capodimonte ospita inoltre il Museo della Navigazione delle Acque Interne, dove è esposto uno dei più importanti rinvenimenti subacquei del lago, una piroga di età del Bronzo Finale.

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Sulla riva Nord-Occidentale si trova Gradoli, centro fiorente dal Medioevo. Fu sotto il governo di Orsini, Conti e Farnese. Proprio per volere di quest’ultima famiglia, nella persona di Alessandro Farnese, papa Paolo III fu costruito Palazzo Farnese, utilizzato come residenza papale estiva e oggi simbolo del centro. Si tratta di un’imponente struttura cinquecentesca opera di Antonio da Sangallo il Giovane. Una manifestazione molto interessante è il Pranzo del Purgatorio che si svolge il mercoledì delle ceneri, antica tradizione organizzata dalla Fratellanza del Purgatorio. Qui si possono assaggiare i piatti tipici di pesce di lago e i famosi fagioli del Purgatorio, fagioli bianchi molto piccoli che vengono lessati e conditi con l’olio locale. Poco più a Nord è Grotte di Castro, importante centro etrusco che collegava i territori di Volsinii e Vulci. Di questo periodo di particolare interesse sono la Necropoli delle Pianezze, risalente al VII a.C. e la Necropoli delle Cento Camere. Durante il Medioevo iniziò il culto per la Madonna del Suffraggio, in onore della quale fu costruita una basilica nel periodo Barocco. Grotte fu anche teatro di un episodio legato ai Mille: dopo lo sbarco a Talamone essi cercarono infatti di liberare il territorio, allora parte dello Stato Pontificio, ma senza successo per l’intervento delle truppe francesi stanziate a Montefiascone.

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Ultimo centro di questo itinerario è San Lorenzo Nuovo. Fu fondato nel 1779 da Papa Clemente XIV che spostò gli abitanti dalla vecchia San Lorenzo alle Grotte, più presso al lago, per scongiurare la malaria che aveva gravemente colpito il centro. La sua origine è antica, tanto che uno dei siti più importante è il grande santuario etrusco di Monte Landro, tutt’ora in corso di scavo da parte della Sovrintendenza in collaborazione con l’Università Ca’Foscari di Venezia e del Gruppo Archeologico locale. Ovviamente San Lorenzo Nuovo ha una pianta del tutto eccentrica per questo territorio, visto che fu costruita a fine ‘700. Ha infatti impianto Neoclassico. Un esempio di questo stile è la chiesa di San Lorenzo che si affaccia su una piazza ottagonale. Il territorio offre inoltre un interessante panorama enogastronomico, basato soprattutto sui pesci del lago e sui prodotti agricoli. Questi sono gli ingredienti per il piatto forse più tipico, la sbroscia, una minestra di pesce e ortaggi che usavano cucinare i pescatori con gli avanzi della pesca. Vere prelibatezze sono anche il coregone, tipico pesce di lago, la minestra di tinca, l’anguilla,il lattarino, piccolo pesciolino che si mangia fritto e servito in un cartoccio di cartapaglia, le patata di Grotte, i fagioli del Purgatorio. Tra i vini vi sono delle produzioni specifiche: l’aleatico di Gradoli, la Cannaiola di Marta, un vino rosso dolce e l’Est!!!Est!!!Est!!! di Montefiascone.

 

Benedetta Cosimi

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