Via Margutta e la settima arte

Via Margutta è una piccola via del centro di Roma, una parallela di via del Babuino, nel rione Campo Marzio.

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Portone dell’abitazione di Federico Fellini e Giulietta Masina

Questa strada ospita molte gallerie d’arte, anticamente era sede di botteghe artigiane e stalle. Intorno agli anni cinquanta, furono girati alcuni film come Roman holiday (1953) e Un americano a Roma (1954); divenne una strada esclusiva, residenza di personaggi famosi e illustri tra cui il regista Federico Fellini e sua moglie, l’attrice Giulia Masina, che abitavano al numero civico 110. Purtroppo dopo la loro morte la casa fu venduta e in loro onore fu apposta vicino al portone del palazzo seicentesco una targa: una semplice opera fumettata con due figure stilizzate del regista e dell’attrice che recita “via margutta, quante strade rare e belle/ so l’orgojo de sto manno/ che t’incanti ner vedelle…/ io però sai che risponno?/” “Via Margutta ormai è lampante/ ce batte tutte quante/ perché è unica e spaciale/ e ner manno nun c’è uguale!”

Via Margutta fu lo scenario di tanti film famosi. Sono trascorsi ormai sessantatre anni dall’uscita film di William Wyler Roman holiday del 1953, vincitore di tre premi Oscar.

 

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Audrey Hepburn e Gregory Peck a via Margutta 51

All’inizio del film la principessa Anna in visita a Roma, sfinita dalla serie di impegni che il suo ruolo le richiede, ha un collasso nervoso. Il suo medico le somministra un sedativo, ma appena si ritrova sola nella sua camera da letto, la principessa decide di fuggire per esplorare la città di notte e per prendere un po’ di tempo per se stessa. L’effetto del sedativo però tarda a manifestarsi e la principessa si addormenta di fronte all’Arco di Settimio Severo e proprio in quel punto il giornalista statunitense Joe Bradley la trova e ignorando la sua identità la ospita nel suo appartamento di via Margutta n⁰ 51.

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Nell’ ultima immagine possiamo ammirare il bellissimo skyline dei tetti di via Margutta sovrastato dalla cupola di San Carlo al Corso e dalla torre campanaria della Chiesa anglicana di Ogni Santi in via del Babuino.

In una serie di inquadrature del film Un americano a Roma con Alberto Sordi del 1954 diretto da Steno (Stefano Vanzina), ritroviamo lo stesso scorcio, lo stesso caratteristico skyline dei tetti di via Margutta, dai quali fa capolino il bellissimo campanile neogotico della Chiesa anglicana. La chiesa fu costruita nel 1882 su progetto dell’architetto inglese George Emound Street, ma terminata dagli italiani Pio Barocci e Vincenzo Cannizzaro.

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Scene da Un americano a Roma

Alberto Sordi interpreta il personaggio di Ferdinando Mericoni, detto Nando. Nando un è eterno sognatore ad occhi aperti, conoscitore del mondo americano attraverso il cinema statunitense. Convinto di un futuro al di là dell’Atlantico, Nando trasferisce la sua fissazione a Roma, americanizzando la propria vita a suon d’imitazioni di ogni genere, coinvolgendo nelle sue bizzarrie molti personaggi, in particolare i genitori ormai disperati, e la fidanzata Elvira, che lo ama nonostante tutto probabilmente divertita dal suo modo di fare. Nell’ultima parte del film Nando, dopo una serie di disavventure e fraintendimenti, è costretto a scappare dalla finestra di un ripostiglio della casa in cui si stava svolgendo un party, trovandosi sui tetti di via Margutta in déshabillé, mentre la televisione italiana sta girando un documentario in diretta proprio sui tetti di via Margutta.

 

 

Chiara Priori

 

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