In dettaglio. Iconografia di San Demetrio: la “conversione militare”

Fin dalla morte di san Demetrio, avvenuta a Tessalonica nel 306, la devozione nei confronti del martire si è diffusa in tutto l’Impero. Dopo la fine delle persecuzioni, il santo divenne il patrono della città di Tessalonica. Era a lui che i cittadini si rivolgevano nei momenti di maggiore difficoltà. Abbiamo notizia di miracoli operati dal Santo proprio in difesa della città a causa di carestie, guerriglie e tentativi d’invasioni.

La prima testimonianza della presenza di Demetrio come difensore della città risale al 596, quando la città fu invasa dagli Avaro-Slavi. Ogni qualvolta la città si trovava minacciata da nuovi pericoli, i cittadini facevano affidamento sul fatto che il santo martire, a capo della schiera celeste, avrebbe affiancato l’imperatore e il suo esercito nella difesa di Tessalonica.

Per questo non sorprende il fatto che durante il X secolo, a causa della crisi politica attraversata dall’Impero a seguito delle costanti pressioni sui confini da parte delle popolazioni dei Turchi Selgiuchidi ad Oriente e dei Normanni ad Occidente, che nel 1071 avevano cacciato da Bari l’ultima guarnigione bizantina sul suolo italiano, i Tessalonicesi si siano appellati al loro santo protettore, che da quel momento inizia ad essere rappresentato come un soldato che difende la città dalle mura.

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Icona di san Demetrio, avorio, fine X sec., Metropolitan Museum of New York

La prima rappresentazione del Santo in abiti militari risale alla fine del X sec. e si trova ora al Metropolitan Museum di New York. Il martire è rappresentato con indosso la tunica, il mantello e l’armatura composta da lamine di metallo legate insieme, simile a quelle in uso nel Tardo Periodo Romano; tiene con la mano destra una lancia, con la sinistra uno scudo e sul fianco destro porta il fodero della spada. Demetrio è rappresentato come un giovane imberbe, con la chioma ricca di boccoli e in posa frontale.

Icona di san Demetrio, mosaico, 1113 ca., monastero di san Michele, Kiev
San Demetrio, mosaico, 1113 ca., monastero di san Michele, Kiev

Stesso abbigliamento e stessi armamenti si ritrovano nel mosaico di Kiev, risalente al 1113, dove il santo è raffigurato con un caschetto di capelli lisci.

Durante il corso dell’XI sec., l’iconografia militare del santo inizia a canonizzarsi: è sempre rappresentato giovane e con indosso l’armatura, ma assistiamo allo sviluppo di alcune varianti per quel che riguarda le armi: sempre più spesso è, infatti, rappresentato con la spada nella mano destra e il fodero nella sinistra e lo scudo dietro le spalle.

Icona con i santi Demetrio, Giorgio e Teodoro, tempera d’uovo su tavola di legno di castagno, fine XII - inizio XII secolo, Hermitage, S. Pietroburgo
Icona con i santi Demetrio, Giorgio e Teodoro, tempera d’uovo su tavola di legno di castagno, fine XI-inizio XII, Hermitage, S. Pietroburgo

Sempre in questo periodo inizia ad essere associato ad altri santi militari, come san Giorgio e san Teodoro, con i quali lo troviamo rappresentato nell’icona dell’Hermitage, databile tra la fine dell’XI e l’inizio del XII sec.: il santo è però qui rappresentato con i capelli lisci e dietro le orecchie, mentre l’armatura non è più composta da lamine di metallo, ma è liscia. L’iconografia appare simile all’icona in steatite con san Demetrio e san Giorgio (tardo XI – fine XII sec.), conservata all’Hermitage, e all’icona, sempre in steatite (del XII sec.), di Sebastopoli, con san Teodoro, san Giorgio e san Demetrio, dove i Santi sono rappresentati sotto un arco, con in alto la Deesis.

Nel micromosaico databile al XII sec. il santo è raffigurato solo, a mezzobusto, con la spada e la lancia, mentre indossa armatura e clamide.

Con l’arrivo dei Crociati in Oriente, l’iconografia militare del santo è esportata anche in Occidente ed affianca quella di san Giorgio, che già si era consolidata.

A Venezia, in special modo, ritroviamo una devozione particolare per il santo, che è rappresentato proprio insieme a san Giorgio, nel portale maggiore della facciata occidentale della basilica di San Marco, in veste militare a difesa del male.

Dopo la IV Crociata del 1204, i santi guerrieri, protettori dell’esercito bizantino, sono arruolati come protettori dei vittoriosi eserciti Occidentali.

San Demetrio con lo scudo crociato (part.), affresco, XIII secolo ca., basilica di Sant’Antonio Abate, Nardò
San Demetrio con scudo crociayo (part.), affresco, XIII sec. ca., basilica di Sant’Antonio Abate, Nardò

I Crociati considerano Demetrio come loro compagno d’armi, facendogli assumere le loro caratteristiche. Infatti, negli affreschi della chiesa di Sant’Antonio a Nardò (Lecce), databili al XIII sec., lo troviamo rappresentato con san Giorgio, a cavallo, con in mano la lancia e lo scudo con la croce, simbolo dei Crociati.

Al XIII – XIV sec. risale l’affresco della chiesa del Protaton a Karyes, dove il santo è rappresentato con la lancia nella mano destra, la spada nella sinistra e lo scudo dietro le spalle.

Nell’icona di san Demetrio da Chilandar, del tardo XIV sec., troviamo un’iconografia completa poiché il santo è raffigurato con un elevato numero di armi, tra cui anche la faretra.

: Icona di San Demetrio da Chilandar (?), tardo XIV secolo, Museo di Arti Applicate di Belgrado, Serbia
Icona di san Demetrio da Chilandar, tardo XIV sec., Museo di Arti applicate di Belgrado, Serbia

Serena Blasi

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