
Si rimane sempre molto affascinati davanti a delle pitture che hanno come unico sfondo l’oro, senza alcun paesaggio e prive di ambientazioni specifiche. Sono perlopiù scene sacre, molto diffuse a partire dal XII secolo, che hanno la loro origine tecnica nella zona di influenza bizantina, con un significativo utilizzo nell’ambito del mosaico. Ma come si realizzano queste opere?
Uno dei primi personaggi a riferire riguardo questa tecnica è Cennino Cennini, pittore toscano vissuto nel XIV secolo noto per aver scritto il Libro dell’arte, vero e proprio compendio per chi vuole avvicinarsi in modo pratico e dettagliato alla pittura.
Tale tecnica pittorica è prevista unicamente su un supporto ligneo. Dunque, prima della stesura del materiale metallico, la tavola deve essere levigata e poi impregnata con più mani della cosiddetta “colla di spicchi”, una colla di origine animale. Successivamente, le tavole venivano fasciate con una tela morbida e vecchia per poi essere ricoperte almeno da due strati di gesso, uno ruvido, per livellare, ed uno più sottile per dare la base alla pittura, dove si poteva disegnare con del carbone per orientare quella che sarebbe poi stata la pittura.
Sulla parte che sarebbe poi stata dorata, vi si stendeva una preparazione rossa denominata bolo, una argilla composta anche di ossido di ferro proveniente generalmente dall’Armenia, siolta con acqua e chiara d’uovo. Talvolta, in alcune zone dell’Italia settentrionale, questo strato veniva realizzato anche con della terra verde. Successivamente, la foglia d’oro veniva applicata per rettangoli che venivano soffiati su un pennello, data l’estrema leggerezza del materiale e poi applicati con l’unica pressione delle setole. L’oro veniva poi così apposto, schiacciato e levigato con un brunitoio, uno strumento con un’agata appiattita all’estremità.
Occasionalmente è possibile che la preparazione per l’oro avvenisse sulla pastiglia, una sorta di stucco che consente di essere plasmato o inciso a seconda delle necessità. Questa tecnica veniva usata in particolare se la composizione presentava elementi in rilievo, come aureole e gioielli.
Lara Scanu