Paul Storr. Un argentiere regale

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Ancora opere d’arte per un “uso comune”, fuori dal comune, se così si può dire ed è ancora la Casa Reale britannica a dettare legge nel gusto per gli arredi da tavola.
L’araldo dell’argenteria neoclassica è senza dubbio Paul Storr, orafo e argentiere inglese della fine del XVIII che enorme successo conobbe, tanto nella sua terra natale che alla corte dello Zar Nicola I di Russia.

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La cifra del suo stile è la forza delle linee dal gusto moderno, ancora attualissimo, unita alla scapigliatura degli elementi naturali disposti asimmetricamente attorno a forme nelle quali l’osservatore riconosce una certa famigliarità poiché spesso sono state scelte quelle della tradizione dell’arte vasaria d’ispirazione greca.
Evidentemente affascinato da quel mondo fatto, nell’immaginario collettivo, di grazia e virtù, non manca di utilizzare, nelle sue opere, anche rimandi alla mitologia utilizzando le figure divine e semidivine come cariatidi, a sorreggere le forme dei suoi argenti.

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Tema centrale è senza dubbio il simposio, sia per forme che per tematiche degli apparati decorativi che prevedono elementi rimandanti idealmente al mondo dionisiaco senza però essere prepotentemente ostentati, non dimentichiamo che la sobria società inglese non avrebbe mai accettato di buon grado l’aspetto più spettacolarizzato del dionisismo, ci si è limitati perciò ad un’idea implicita, perfettamente resa con le movimentate forme dei tralci e delle foglie.
Non manca neanche un occhio all’Egitto, nell’epoca della piena egittomania, neanche Paul Storr poteva esimersi dal manifestare, nell’argento, il gusto che accomunava tanto la gente comune che la nobiltà. É il momento dei grandi viaggi, delle esplorazioni e dei souvenir, questo ispira la collezione egizia che prevede le forme già canonizzate, impreziosite da sfingi, leoni, volute orientalizzanti, che permettevano all’inglese altolocato, di sfoggiare servizi a tema con gli argomenti di conversazione dei salotti, sempre più aperti sul Mondo.

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Una lunga gavetta e una vita votata all’investire su se stesso e sul proprio talento, porteranno Storr dal laboratorio dello svedese Fogelberg, a Soho, dove svolge il suo apprendistato da ragazzo, fino alla collaborazione col celebre orafo Rundell, stilisticamente più rigoroso, con il quale fonderà la Storr & Company nel 1807.
Storr, eclettico e lungimirante, nel 1819 lascia la compagnia per associarsi a John Mortimer, fondando la socetà di vendita al dettaglio Storr & Mortimer a Londra, nella famosa Bond Street, importantissimo polo commerciale a pochi passi da Piccadilly Circus, caratterizzato dalla concentrazione di negozi per il mercato del lusso.

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Tutto il Mondo può fruire della maestria di Paul Storr visitando le collezioni che custodiscono questi esempi raffinatissimi di corredi da mensa, ricordando che possedere un Paul Storr, non costituisce soltanto un’accentuazione del prestigio della propria sala da pranzo, ma anche il privilegio di annoverare tra i tesori della propria famiglia, gli stessi arredi scelti dai reali di tutta Europa, frutto del lavoro di uno dei più grandi geni argentieri dell’epoca moderna.
Paul Storr è esposto al Windsor Castle, a Buckingham Palace, al Victoria and Albert Museum, a Lisbona, in Russia; oltre oceano lo troviamo negli Stati Uniti al Museum of Fine Arts di Boston, al Los Angeles Country Museum of Art e al Metropolitan Museum di New York; in Canada al Museo delle Belle Arti di Montréal ed è arrivato fino in Australia alla National Gallery of Victoria di Melbourne.

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Una fama senza fine e senza tempo per questo straordinario artista e amorevole padre di ben 10 figli avuti da un’altra artista, Elizabeth Susanna Beyer, di quella famiglia Beyer produttrice di organi e pianoforti di Compton Street, ancora oggi zona di artisti di ogni genere, teatri e gallerie.

 

Arianna Santini

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