La cultura fa bene: dal crowdfunding all’UNICEF

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Negli ultimi tempi è sempre più attivo il binomio cultura-beneficenza, che si materializza praticamente nella società contemporanea attraverso varie manifestazioni, le quali, da pochissimo tempo, possono essere anche fiscalmente detraibili da parte del donatore.

Secondo recenti sondaggi, l’Italia è ottantaquattresima nella classifica della beneficenza mondiale, sebbene vi sia un significativo incremento che vale circa il 5% del Prodotto Interno Lordo.

La Colasanti ha deciso di supportare dei progetti di sostegno culturale ed umanitario, sperando di contagiare con il suo esempio chi ancora non si è avvicinato a queste attività di sostegno alla cultura e all’umanità. Ecco le esperienze portate avanti:

 

Crowdfunding culturale

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Il termine crowdfunding è un finanziamento collettivo relativo ad iniziative di qualsiasi genere, in questo caso in riferimento alla cultura e alla ricerca scientifica. Il finanziamento collettivo è spesso utilizzato per promuovere l’innovazione e il cambiamento sociale, abbattendo le barriere tradizionali dell’investimento finanziario. Il web è solitamente la piattaforma che permette l’incontro e la collaborazione dei soggetti coinvolti in un progetto di questo tipo, che risulta essere una importante fonte di finanziamento ogni anno per circa mezzo milione di progetti che altrimenti non riceverebbero mai i fondi per vedere la luce. Nel 2013 solo in Europa sono stati raccolti fondi pari a circa un miliardo di euro. Molti ritengono che il crowdfunding abbia delle lontane radici tra XVIII e XIX secolo, quando lo scrittore irlandese Jonathan Swift ispirò gli Irish Loan Fund, istituti collettivi di microcredito che combattevano la povertà del popolo irlandese e, verso la fine dell’Ottocento, la rivista The World, di proprietà di Joseph Pulitzer, lanciò una raccolta di fondi dal basso per finanziare i lavori per la Statua della Libertà, dopo che il Comitato preposto era riuscito a raccogliere solo 150 000 dei 300 000 dollari necessari. Nella storia delle comunità ebraiche era presente, già ai tempi della diaspora dopo la distruzione del Tempio da parte dei Romani, una forma di finanziamento collettivo: i ricchi elargivano donazioni per il mantenimento degli studiosi ed il sostentamento delle famiglie più povere. Se così fosse, non esisterebbe miglior modo di aiutare il progresso culturale: l’arte, così come la storia, la letteratura e tutto ciò che può essere considerato patrimonio intellettuale dell’umanità sono beni immateriali, intangibili, ma, al tempo stesso, insostituibili per la ricostruzione del passato, l’osservazione del presente e la costruzione di solide basi per il futuro, insomma un modo per finanziare la crescita personale che contribuisce all’uomo di riconoscersi all’interno di una comunità e del mondo, sempre più consapevole delle proprie radici culturali.

Progetto e associazione sostenuti da Colasanti: Rete del Dono – Cultura

 

UNICEF

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Il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia, in sigla UNICEF (United Nations International Children’s Emergency Fund, e dal 1953 United Nations Children’s Fund), è un fondo delle Nazioni Unite fondato l’11 dicembre 1946 per aiutare i bambini vittime della seconda guerra mondiale. Con sede centrale a New York, è presente in 190 paesi e si occupa di assistenza umanitaria per i bambini e le loro madri in tutto il mondo, principalmente nei paesi in via di sviluppo. L’UNICEF è finanziato con contributi volontari di paesi, governi e privati e ha ricevuto il premio Nobel per la pace nel 1965. Il compito dell’organizzazione è quello di creare le condizioni affinché i bambini possano svilupparsi «fisicamente, mentalmente, moralmente, spiritualmente e socialmente in modo sano e normale e in condizioni di libertà e dignità». Per questo l’UNICEF ha una larga autonomia, una sua propria direzione, un proprio personale e una larga dotazione di risorse finanziarie, aiutando, attualmente, l’infanzia di ben 160 paesi. Tre i piani su cui si mobilita l’organizzazione per attuare il suo programma: collabora con i governi nella creazione di progetti concreti per soddisfare i bisogni essenziali dell’infanzia; acquista attrezzature e materiali da inviare ai paesi che hanno bisogno di costruire infrastrutture ed acquistare generi di prima necessità, provvedendo ad istruire a progredire nei programmi già avviati; finanzia programmi di formazione del personale specialistico che lavora a diretto contatto con i bambini, come medici, psicologi, insegnanti. L’UNICEF non opera solo nel terzo mondo, ma anche su territorio italiano, dove interviene per l’attuazione dei diritti dell’infanzia e per promuovere cambiamenti positivi di lungo periodo per i bambini e gli adolescenti. Le attività dell’UNICEF Italia sono atte ad influenzare le istituzioni affinché mettano in pratica e portino avanti leggi, politiche e prassi conformi alla Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Per promuovere i diritti dell’infanzia l’UNICEF Italia sostiene attivamente la creazione di luoghi e momenti di confronto e tavoli di lavoro comune con altre organizzazioni e associazioni, oltre che con le istituzioni in grado di incidere sulla vita dei bambini e degli adolescenti che vivono in Italia.

Prossima iniziativa Colasanti: Asta a tempo online 4 luglio 2018

 

Lara Scanu

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